Tabella Accoppiamenti Carduelis Carduelis – Cardellino

Accoppiamenti nel Cardellino – Schema Genetico Mutato x Mutato o Mutato x Ancestrale

Le mutazioni considerate (agata, bruno, isabella, lutino, satinè) sono mutazioni recessive legate al sesso. Nei cardellini il maschio può essere portatore senza mostrare la mutazione, mentre la femmina manifesta sempre il carattere se presente.

Maschio Ancestrale

FemminaFotoFigli MaschiFiglie Femmine
AncestraleTutti ancestraliTutte ancestrali
AgataTutti ancestrali portatori di agataTutte ancestrali
BrunoTutti ancestrali portatori di brunoTutte ancestrali
IsabellaTutti ancestrali portatori di isabella (agata e bruno)Tutte ancestrali
LutinoTutti ancestrali portatori di lutinoTutte ancestrali
SatinèTutti ancestrali portatori di satinè (bruno e lutino)Tutte ancestrali

Maschio Agata

FemminaFotoFigli MaschiFiglie Femmine
AncestraleTutti ancestrali portatori di agataTutte agata
AgataTutti agataTutte agata
BrunoTutti ancestrali portatori di bruno e di agata (e isabella)Tutte agata
IsabellaTutti agata portatori di isabellaTutte agata
LutinoTutti agata portatori di lutinoTutte agata
SatinèTutti agata portatori di satinè (e isabella e lutino)Tutte agata

Maschio Bruno

FemminaFotoFigli MaschiFiglie Femmine
AncestraleTutti ancestrali portatori di brunoTutte ancestrali
AgataTutti ancestrali portatori di agata e di buno (e di isabella)Tutte bruno
BrunoTutti brunoTutte bruno
IsabellaTutti bruni portatori di isabellaTutte bruno
LutinoTutti ancestrali portatori di bruno e lutino (e satinè)Tutte bruno
SatinèTutti bruno portatori di satinèTutte bruno

Maschio Isabella

FemminaFotoFigli MaschiFiglie Femmine
AncestraleTutti ancestrali portatori di isabella ( e di agata e di bruno)Tutte isabella
AgataTutti agata portatori di isabellaTutte isabella
BrunoTutti bruni portatori di isabellaTutte isabella
IsabellaTutti isabellaTutte isabella
LutinoAgata portatori di isabella e lutino (e satinè)Tutte isabella
SatinèTutti isabella portatori di satinèTutte isabella

Maschio Lutino

FemminaFotoFigli MaschiFiglie Femmine
AncestraleTutti ancestrali portatori di lutinoTutte lutino
AgataTutti agata portatori di lutinoTutte lutino
BrunoTutti ancestrali portatori di bruno e lutino (e di satinè)Tutte lutino
IsabellaTutti agata portatori di isabella e lutino (e satinè)Tutte lutino
LutinoTutti lutinoTutte lutino
SatinèTutti lutino portatori di satinèTutte lutino

Maschio Satinè

FemminaFotoFigli MaschiFiglie Femmine
AncestraleTutti ancestrali portatori di satinè (e bruno e lutino)Tutte satinè
AgataTutti agata portatori di satinè (e isabella e lutino)Tutte satinè
BrunoTutti bruni portatori di satinèTutte satinè
IsabellaTutti isabella portatori di satinèTutte satinè
LutinoTutti lutino portatori di satinèTutte satinè
SatinèTutti satinèTutte satinè

Tutte le mutazioni indicate sopra vengono indicate come mutazioni recessive legate al sesso. Solo i maschi sono portatori della mutazione. Sotto indicheremo gli eventuali accoppiamenti con maschi portatori, femmina mutata o ancestrale

Accoppiamenti nel Cardellino – Schema Genetico Maschio Ancestrale Portatore x Mutato

Maschio ancestrale portatore di agata

FemminaFotoFigli MaschiFiglie Femmine
Ancestrale– ancestrali puri
– ancestrali portatori di agata
– ancestrali
– agata
Agata– agata
– ancestrali portatori di agata
– ancestrali
– agata
Bruno– ancestrali portatori di bruno
– ancestrali portatori di bruno e di agata (e isabella)
– ancestrali
– agata
Isabella– ancestrali portatori di isabella (e agata e bruno)
– agata portatori di isabella
– ancestrali
– agata
Lutino– ancestrali portatori di lutino
– agata portatori di lutino
– ancestrali
– agata
Satinè– ancestrale portatore di satinè (e bruno e lutino)
– agata portatore di satinè (e lutino e isabella)
– ancestrali
– agata

Maschio ancestrale portatore di bruno

FemminaFotoFigli MaschiFiglie Femmine
Ancestrale– ancestrali puri
– ancestrali portatori di bruno
– ancestrali
– bruno
Agata– ancestrali portatori di agata
– ancestrali portatori di agata e di bruno (e isabella)
– ancestrali
– bruno
Bruno– ancestrali portatori di bruno
– bruno
– ancestrali
– bruno
Isabella– ancestrali portatori di isabella (e agata e bruno)
– bruno portatori di isabella
– ancestrali
– bruno
Lutino– ancestrali portatori di lutino
– ancestrali portatori di bruno e di lutino (e satinè)
– ancestrali
– bruno
Satinè– ancestrale portatore di satinè (e bruno e lutino)
– bruno portatore di satinè
– ancestrali
– bruno

Maschio ancestrale portatore di isabella

FemminaFotoFigli MaschiFiglie Femmine
Ancestrale– ancestrali puri
– ancestrali portatori di isabella (e agata e bruno)

possibilità in caso di crossing-over:
– ancestrali portatori di bruno
– ancestrali portatori di agata
– ancestrali
– isabella

possibilità in caso di crossing-over:
– bruno
– agata
Agata– ancestrali portatori di agata
– agata portatori di isabella

possibilità in caso di crossing-over:
– ancestrali portatori di agata e di bruno (e isabella)
– agata
– ancestrali
– isabella

possibilità in caso di crossing-over:
– bruno
– agata
Bruno– ancestrali portatori di bruno
– bruno portatori di isabella

possibilità in caso di crossing-over:
– ancestrali portatori di agata e di bruno (e isabella)
– bruno
– ancestrali
– isabella

possibilità in caso di crossing-over:
– bruno
– agata
Isabella– ancestrali portatori di isabella (e agata e bruno)
– isabella

possibilità in caso di crossing-over:
– bruno portatore di isabella
– agata portatore di isabella
– ancestrali
– isabella

possibilità in caso di crossing-over:
– bruno
– agata
Lutino– ancestrali portatori di lutino
– agata portatori di lutino e di isabella (e satinè)

possibilità in caso di crossing-over:
– ancestrali portatori di lutino e di bruno (e satinè)
– agata portatore di lutino
– ancestrali
– isabella

possibilità in caso di crossing-over:
– bruno
– agata
Satinè– ancestrali portatori di satinè (e bruno e lutino)
– isabella portatore di satinè

possibilità in caso di crossing-over:
– bruno portatore di satinè
– agata portatore di satinè (e isabella e lutino)
– ancestrali
– isabella

possibilità in caso di crossing-over:
– bruno
– agata

Maschio ancestrale portatore di lutino

FemminaFotoFigli MaschiFiglie Femmine
Ancestrale– ancestrali puri
– ancestrali portatori di lutino
– ancestrali
– lutino
Agata– ancestrali portatori di agata
– agata portatori di lutino
– ancestrali
– lutino
Bruno– ancestrali portatori di bruno
– ancestrali portatori di bruno e di lutino (e di satinè)
– ancestrali
– lutino
Isabella– agata portatori di isabella e lutino (e satinè)
– ancestrali portatori di isabella
– ancestrali
– lutino
Lutino– ancestrali portatori di lutino
– lutino
– ancestrali
– lutino
Satinè– ancestrale portatore di satinè (e bruno e lutino)
– lutino portatore di satinè
– ancestrali
– lutino

Maschio ancestrale portatore di satinè

FemminaFotoFigli MaschiFiglie Femmine
Ancestrale– ancestrali puri
– ancestrali portatori di satinè

possibilità in caso di crossing-over:
– ancestrali portatori di bruno
– ancestrali portatori di lutino
– ancestrali
– satinè

possibilità in caso di crossing-over:
– bruno
– lutino
Agata– ancestrali portatori di agata
– agata portatori di satinè ( e isabella e lutino)

possibilità in caso di crossing-over:
– ancestrali portatori di agata e di bruno (e isabella)
– agata portatore di lutino
– ancestrali
– satinè

possibilità in caso di crossing-over:
– bruno
– lutino
Bruno– ancestrali portatori di bruno
– bruno portatori di satinè

possibilità in caso di crossing-over:
– ancestrali portatori di lutino e di bruno (e satinè)
– bruno
– ancestrali
– satinè

possibilità in caso di crossing-over:
– bruno
– lutino
Isabella– isabella portatori di satinè
– ancestrali portatori di isabella

possibilità in caso di crossing-over:
– bruno portatore di isabella
– agata portatore di isabella e di lutino (e satinè)
– ancestrali
– satinè

possibilità in caso di crossing-over:
– bruno
– lutino
Lutino– ancestrali portatori di lutino
– lutino portatori di satinè

possibilità in caso di crossing-over:
– lutino
– ancestrale portatore di bruno e di lutino (e di satinè)
– ancestrali
– satinè

possibilità in caso di crossing-over:
– bruno
– lutino
Satinè– ancestrali portatori di satinè
– satinè

possibilità in caso di crossing-over:
– lutino portatore di satinè
– bruno portatore di satinè
– ancestrali
– satinè

possibilità in caso di crossing-over:
– bruno
– lutino

Nota importante

Nelle mutazioni recessive legate al sesso:

  • Il maschio può essere portatore senza manifestare la mutazione.
  • La femmina non può essere portatrice: se possiede il gene mutato lo esprime.
  • I figli maschi ereditano il cromosoma sessuale dalla madre.
  • Le figlie femmine ricevono il carattere mutato dal padre.

Questo schema è utile per pianificare gli accoppiamenti e prevedere la percentuale di soggetti mutati o portatori.

Canarino All Black – selezione dell’ALL BLACK (i fattori di incremento)

Come anticipato, intraprendo la trattazione della “selezione genetica” parlando del canarino ALL BLACK, sottolineando come la selezione, nella Canaricoltura di Colore, sia una costante scoperta. Essendo partiti da quattro tipi base, attraverso gli anni si sono verificati parecchie mutazioni, o più semplicemente, diversi fenotipi a cui sono stati associati degli standard di eccellenza, per cui abilitati ai concorsi espositivi.
Con la manifestazione dell’ALL BLACK, tuttavia, è incominciata una nuova evoluzione, come fosse una nuova era. Anche se è collocabile tra gli ultimi fenotipi raggiunti, esso ha un potere stravolgente che andrò a valutare man mano che mi addentro nella trattazione. Come anticipato, non sono specializzato in genetica, ma la pratica della Canaricoltura di selezione comporta l’attenzione verso le manifestazioni esteriori che sono la rappresentazione eloquente del latente genotipo. Di interessante, con l’ALL BLACK, oltre alla bellezza che è la strada per ottenere il tanto ricercato Canarino Tutto Nero, si è sperimentato come sussista un ulteriore comportamento genetico che è determinato dai “fattori di incremento”. È una conquista, una sorprendente nuova conquista, perché dimostra come i processi di produzione delle melanine non siano effetti controllabili, o meglio lo controlliamo se vogliamo restare dentro dei costrutti, definiti dalle linee degli “standard”.
È possibile stabilire come il processo della produzione delle melanine sia la risultanza di due componenti: una produzione quantitativa, collegabile ad una qualitativa. Va da sé intuire che per quest’ultima ci si può dedicare alla selezione della migliore purezza delle melanine, ed essendone due, nello specifico si parlerebbe di eumelanine, nera e marrone. Per ottenere il miglior risultato di rifrazione lucida è preferibile tentare di selezionare la eumelanina nera in purezza, evitando interferenze ottiche con la marrone che, di contro produce un maggiore assorbimento della luce, per cui un effetto opaco. Ma, l’esperienza ci suggerisce che per arrivare, almeno in uno step iniziale, al Canarino Tutto Nero è consigliabile seguire la selezione quantitativa di entrambe le melanine, così da forzarne la distribuzione e la profondità del colore, andando ad estendere la distribuzione sulle aree più ampie possibili del mantello. La prima deduzione sulla possibilità di estendere la distribuzione su aree più estese ci balenò dall’analisi attenta dei mosaici che hanno, come caratteristica, delle zone di elezione privilegiate per il lipocromo. Il fatto che tali aree venissero coperte dalle melanine ha già dimostrato che è possibile andare oltre, soprattutto perché si è capito che le melanine si localizzano sulla parte superiore della piuma, e da qui si è ottenuto sempre di più, andando a privilegiare quegli esemplari che palesavano suddetta prelazione. Quindi, non tutti gli esemplari sono predisposti a tale raggiungimento, e questa considerazione ha fatto intuire che con tale selezione mirata si andassero ad isolare dei geni che favoriscono il processo di maggiore melanizzazione. Parliamo appunto di “fattori di incremento”.
Grazie per l’attenzione


Alex Montanaro

Canarino All Black

Vorrei incominciare a parlarvi di genetica, non di quella universitaria, ma più semplicemente quella che muove i fili e si nasconde dietro i fenotipi dei nostri meravigliosi animali.

Certo, potrei mettermi a studiare tomi su tomi, ma credo che uno degli aspetti più importanti e da cui voglio iniziare il discorso sia proprio la VISTA.

D’accordo tutti la possediamo in dono, se la sfortuna non ci ha penalizzato… ma una domanda sorge spontanea: vediamo tutti alla stessa maniera?

Sicuramente è un discorso complesso eppure sono convinto che davanti ad un colore, una rifrazione, un bagliore, la vista dei dettagli non è uniforme, non è omogenea, non è per tutti alla stessa maniera. Ma cosa c’entra ciò con la genetica dei canarini. Probabilmente non molto, ma mi occorre per spiegare che tante sfaccettature dei fenotipi sono strettamente legati a ciò che vediamo. Per cui, tralasciando la genetica accademica, posso dirvi che mi appassiona trovare delle risposte attraverso i fenotipi, che in verità non sono altro che la trasparenza del genoma di cui un canarino si compone.

Quando è nato nel nostro allevamento la denominazione ALL BLACK, questa era un processo avviato già da alcuni anni prima, perché l’occhio ci suggeriva che la genetica di quegli esemplari avesse qualcosa di diverso, esattamente qualcosa in più per poter arrivare chissà dove. In tutta onestà, nel nostro allevamento gli occhi sono quattro, perché credo di aver ereditato abbastanza da mio padre. Poi, improvvisamente sono diventati sei, perché si sono aggiunti quelli di quel tizio che noi preferiamo chiamare Maestro (omissis, ma tanto sapete chi è). 

E così è incominciata l’avventura che altro non era che un’esperienza basata su dei dettagli minuscoli, talvolta esattamente delle sfumature o effetti di luce e controluce.

Incomincerò la mia trattazione sulle selezioni e sui fenotipi partendo proprio da questo presupposto: ALLENATE L’OCCHIO AD OSSERVARE e magari chiedete a chi è con voi se vede la medesima cosa, esattamente quella sfumatura, quella particolare rifrazione ottica, sono tutti indizi che servono alla nostra disciplina, alla nostra ricerca, sia che allevate per diletto o per finalità sportive. Oppure che vogliate cimentarvi nella ricerca di qualcosa di innovativo o semplicemente di diverso.

Vi ricordo che l’aspetto sostanziale dell’ornitologia sportiva viaggia sui concorsi, ma alla lunga crea un gioco statico e ripetitivo, un concorso che l’indomani non ha più senso perché già si pensa al prossimo, ed è bello anche così.

Ma, vuoi mettere il partire da un’intuizione, incominciare un percorso che non sai dove conduce, soltanto guidati dagli occhi, ed arrivare a dire: “questi esemplari sono diversi, non sono il Nero classico, o l’evoluzione di essi. Hanno qualcosa in più, per distinguerli li chiamiamo ALL BLACK, tanto per distinguere due strade”.

Ci lavoriamo per più di un decennio, e adesso nel mondo intero si dice: “ALL BLACK”, riferendosi esattamente ad un’originaria intuizione.

Tra poco vi parlerò proprio di ALL BLACK, ma voi ricordatevi di allenare la vista perché non tutto quello che appare Nero è uniformemente Nero.

Come anticipato, intraprendo da questo punto la trattazione della “selezione genetica” parlando del canarino ALL BLACK, sottolineando come la selezione, nella Canaricoltura di Colore, sia una costante scoperta. Essendo partiti da quattro tipi base, attraverso gli anni si sono verificati parecchie mutazioni, o più semplicemente, diversi fenotipi a cui sono stati associati degli standard di eccellenza, per cui abilitati ai concorsi espositivi.

Con la manifestazione dell’ALL BLACK, tuttavia, è incominciata una nuova evoluzione, come fosse una nuova era (ne parleremo nei prossimi interventi). Probabilmente, è l’ultimo arrivato (parlo di fenotipo, perché a proferire di mutazione si scatena sempre un pericolo, come andare a mettere le mani in un nido di vespe). Infatti, anche se è collocabile tra gli ultimi fenotipi raggiunti, esso ha un potere stravolgente che andrò a valutare man mano che mi addentro nella trattazione. Come anticipato, non sono specializzato in genetica, ma la pratica della Canaricoltura di selezione comporta l’attenzione verso le manifestazioni esteriori che sono la rappresentazione eloquente del latente genotipo. Di interessante, con l’ALL BLACK, oltre alla bellezza che è la strada per ottenere il tanto ricercato Canarino Tutto Nero, si è sperimentato come sussista un ulteriore comportamento genetico che è determinato dai “fattori di incremento”. È una conquista, una sorprendente nuova conquista, perché dimostra come i processi di produzione delle melanine non siano effetti controllabili, o meglio lo controlliamo se vogliamo restare dentro dei costrutti, definiti dalle linee degli “standard”. 

È possibile stabilire come il processo della produzione delle melanine sia la risultanza di due componenti: una produzione quantitativa, collegabile ad una qualitativa. Va da sé intuire che per quest’ultima ci si può dedicare alla selezione della migliore purezza delle melanine, ed essendone due, nello specifico si parlerebbe di eumelanine, nera e marrone. Per ottenere il miglior risultato di rifrazione lucida è preferibile tentare di selezionare la eumelanina nera in purezza, evitando interferenze ottiche con la marrone che, di contro produce un maggiore assorbimento della luce, per cui un effetto opaco. Ma, l’esperienza ci suggerisce che per arrivare, almeno in uno step iniziale, al Canarino Tutto Nero è consigliabile seguire la selezione quantitativa di entrambe le melanine, così da forzarne la distribuzione e la profondità del colore, andando ad estendere la distribuzione sulle aree più ampie possibili del mantello. La prima deduzione sulla possibilità di estendere la distribuzione su aree più estese ci balenò dall’analisi attenta dei mosaici che hanno, come caratteristica, delle zone di elezione privilegiate per il lipocromo. Il fatto che tali aree venissero coperte dalle melanine ha già dimostrato che è possibile andare oltre, soprattutto perché si è capito che le melanine si localizzano sulla parte superiore della piuma, e da qui si è ottenuto sempre di più, andando a privilegiare quegli esemplari che palesavano suddetta prelazione. Quindi, non tutti gli esemplari sono predisposti a tale raggiungimento, e questa considerazione ha fatto intuire che con tale selezione mirata si andassero ad isolare dei geni che favoriscono il processo di maggiore melanizzazione. Parliamo appunto di “fattori di incremento”.

Grazie per l’attenzione

Alex Montanaro 

I fulvi nelle Calopsite

La calopsite, Nymphicus hollandicus, precedentemente conosciuta come “Leptolophus hollandicus”, dopo tante controversie, attualmente è riconosciuta come la specie più piccola di taglia della famiglia Cacatuidae. Ha origini australiane e la sua presenza è concentrata nelle zone interne del Paese ma può variare a seconda delle stagioni, infatti è stato osservato che durante il periodo riproduttivo estivo le varie popolazioni di calopsite tendono a spostarsi nel bordo accidentale della Great Dividing Range e nel nord del Victoria, mentre con l’avvicinarsi dell’autunno (marzo-maggio) nel nord-ovest del New South Wales raggiungendo il Queensland e il Northern Territory. Durante l’inverno (giugno-agosto) gli esemplari di questa specie potranno essere osservati in tutto il territorio australiano ma in minore quantità nella metà meridionale dell’Australia occidentale.

Presenta un becco tipicamente granivoro, di tipo “psittacidae” e di piccola misura. Dopo studi scientifici si è capito che, sebbene la sua dieta sia in predominanza granivora, non sia sufficiente per il corretto mantenimento e riproduzione. Una dieta equilibrata e adatta alla specie dovrebbe contenere legumi cotti, frutta non dolce e vegetali a foglia verde con particolari preferenze per le erbe prative, oltre ad una buona miscela di semi, con una percentuale di grassi non troppo alta, facilmente reperibile sul mercato.

Inoltre, è una delle poche specie di uccelli esotici esenti dalla documentazione CITES in quanto non rientra nei parametri quantitativi più critici di pericolosità d’estinzione.

La calopsite è una specie di facile riproduzione in cattività, non esiste un periodo preciso per la nidificazione. In natura sono state osservate nidificazioni in vari periodi dell’anno, tuttavia esiste un modello annuale di nidificazione che corrisponde a mesi australi più caldi tra agosto e gennaio, anche se la maggior parte delle riproduzioni avviene nel periodo di piogge primaverili negli stati sud-orientali dell’Australia che corrisponde al periodo di aumento della semina dell’erba e temperature notturne più basse. Allo stato selvatico questi animali nidificano in cavità di eucalipto preferibilmente vicino a fonti d’acqua, in cattività un nido di successo è una cassetta di legno avente la forma di un parallelepipedo messa in posizione verticale con un’altezza di 30-35 cm ed una base di 25 x 25 cm con foro d’ingresso che può variare da 7 a 8 cm di diametro realizzato in alto al centro o sul lato, sotto il quale posizionare una piccola pedana o posatoio di legno di 3-4 cm per evitare lesioni alle uova dovute all’eventuale brusca entrata della coppia. Come fondo si può utilizzare della torba (composto di materiali organici), trucioli o pezzettini di faggio sterilizzati e depolverizzati.

La deposizione delle uova ha inizio dopo pochi giorni (4-7) dall’accoppiamento, per poi continuare a giorni alterni per una quantità che varia dalle 4 alle 7, anche se nel mio allevamento ho registrato casi di 13-14 uova tutte feconde. La formazione dell’embrione si può osservare proiettando un fascio di luce sul guscio dopo circa 4-5 giorni dall’inizio dell’incubazione da parte di entrambi i genitori che di solito avviene in maniera contingentata, cioè a turno. Ho osservato che durante il giorno entrambi i soggetti o solamente il maschio covano, mentre di notte raramente troveremo anche il maschio all’interno del nido. Il periodo d’incubazione delle uova varia dai 18 ai 21 giorni, i pulli usciranno dal nido intorno alle 4-5 settimane per poi essere completamente indipendenti dai genitori dopo i 60-65 giorni di età circa. Secondo il mio pensiero i novelli vanno separati dai genitori solamente dopo i 3-4 mesi di età, salvo problematiche e necessità varie.

Una voliera idonea alla specie anche nel periodo riproduttivo deve essere lunga almeno 1.50 m alta 1 m e larga almeno 50-60 cm, sospesa da terra con fondo in rete oppure comprendente la base utilizzando del terreno o sabbia come fondo, ricordando la particolare preferenza nel razzolare a terra. Importante è anche il giusto arricchimento ambientale all’interno e all’esterno della voliera.

La calopsite nella sua forma ancestrale si presenta con una classica corporatura slanciata che raggiunge i 30-33 cm di colore grigio avente cresta erettile di circa 5 cm, scudo alare bianco, faccia gialla e bottone arancione, con un peso che varia dagli 89 ai 100 grammi.

Nei giovani, che non hanno ancora effettuato la prima muta il piumaggio si presenta con remiganti, timoniere, groppa e talvolta parte del ventre barrato con faccia grigiastra, così rimangono le femmine anche da adulte.

Con la selezione apportata dall’uomo si sono andate a marcare alcune caratteristiche. Oggi un buon ancestrale può superare i 35-37 cm di lunghezza, con un peso che si aggira sui 120-130 grammi, la cresta erettile raggiunge anche i 10 cm, il marchio guanciale più rosso e un colore di fondo più scuro.

(Maschio ancestrale di un anno e pochi mesi, Mariano Piscopo)

(Femmina ancestrale di un anno e pochi mesi, Mariano Piscopo)

Attualmente al mondo esistono svariate mutazioni di calopsite ed in molte di queste si fa ancora fatica con nomenclature e selezioni corrette.

Prendiamo come esempio i fulvi (fallows) parlandone in modo specifico.

Il fulvo è una mutazione quantitativa o qualitativa dell’eumelanina, ne esistono diversi: fulvo pallido, fulvo bronzo e fulvo cenere delle quali possiamo formulare un’esaustiva descrizione, poi esistono altre tipologie di fulvi, come il “dun” e “l’australiano” di cui invece attualmente si conosce poco.

Da decenni in Italia come in gran parte del globo si continuano a distinguere solamente due tipi di fulvi, il fulvo pallido e il fulvo bronzo.

Osservando alcuni esemplari presenti nel mio allevamento, mi sono chiesto come sia possibile che un fulvo cenere e un fulvo pallido vengano riconosciuti sotto una sola mutazione: l’argento recessivo (recessive silver), animali completamente diversi tra loro.

Spiegando più nel dettaglio:

Fulvo cenere (ashen fallow)

(Maschio adulto di fulvo cenere, Mariano Piscopo)

Questa mutazione è stata stabilita nel 1960 in Europa ed inizialmente gli esemplari erano molto deboli e presentavano problemi di cecità, anche per questa ragione è stata poco considerata. Attualmente i ceppi di tale mutazione risultano molto più forti e di normale costituzione. Nel fulvo cenere l’eumelanina nera si riduce a grigia tendente appunto al colore della cenere. Becco grigio con sfumatura cornea alla base, cera, zampe, dita, unghie carnicine-grigie. Occhio rosso scuro.

Fulvo bronzo (bronze fallow)

(Femmina adulta di fulvo bronzo, Mariano Piscopo)

Riconosciuta inizialmente con la semplice nomenclatura “fallow”, fu stabilita nel 1971 negli Stati Uniti per poi diffondersi in Europa. Ereditato come gene autosomico recessivo si dice sia un allele del raro lutino NSL (non sesso-legato) come alcuni esperimenti di un allevatore europeo dimostrano. Questa mutazione determina una riduzione qualitativa dell’eumelanina nera che diventa di colore bruno. Nei pressi del cappuccio tende ad avere evidenti sfumature gialle. Becco corneo, cera, zampe, dita ed unghie carnicine. L’occhio sarà bordeaux.

Fulvo Pallido (pale fallow)

(Pullo fulvo pallido, Mariano Piscopo)

Mutazione recessiva, il fulvo pallido, come si evince dal nome, è tra i fulvi quello che presenta una riduzione maggiore dell’eumelanina, circa intorno al 90%, quindi ci ritroveremo davanti un soggetto grigio chiaro con sfumature gialle, avente becco corneo, cera, zampe, dita e unghie carnicine. Nell’occhio noteremo iride e pupilla rosso fuoco.

Il mio personale impegno è quello di continuare gli studi su queste mutazioni tramite esperimenti e valutazioni con i soggetti del mio allevamento dai quali ho potuto trarre, per ora, alcune conclusioni, che mi hanno permesso di redigere la seguente tabella:

Differenze fenotipiche Nymphicus hollandicus maschi

 AncestraleFulvo cenereFulvo bronzoFulvo pallido
Fronte, vertice anteriore, guance, collo e parte alta della golagiallo vivo che sfuma in bianco grigiastro ai marginigiallo vivo che sfuma in bianco grigiastro ai marginigiallo vivo che sfuma in bianco sporco ai marginigiallo vivo che sfuma in bianco sporco ai margini
Bottone auricolarearancio vivoarancio vivoarancio vivoarancio vivo
Ciuffo erettilegiallo con apice grigiogiallo con apice grigio-brunogiallo con apice brunogiallo con apice grigia
Nuca, dorso ed aligrigio-nerogrigio fumobruni soffusi di giallogrigio chiaro soffuso di giallo
Petto e ventregrigiogrigio chiarobruno chiarogrigio chiaro
Remigantigrigio scure, quasi nere, con vessillo grigio-argenteogrigiebrunegrigio chiaro
Fascia alarebiancabiancabiancabianca
Codrionegrigiogrigio giallastrobruno soffuso di giallogrigio chiaro soffuso di giallo
Timoniere centraligrigio-argenteo nella parte superiore e nere nella inferiore, rachide grigio scurogrigio-argenteo nella parte superiore e grigie nella inferiore, rachide grigio scurobruno chiaro nella parte superiore e bruno nella inferiore, rachide brunogrigio chiaro nella parte superiore e grigio nella inferiore, rachide grigi
Timoniere lateraligrigio scurissimo, quasi nerogrigiobruneBeige-grigie
Occhionerorosso scurobordeauxrosso fuoco
Beccogrigio piombo con cera grigiagrigio con sfumatura cornea alla base, cera carnicina-grigiacorneo con cera carnicinacorneo con cera carnicina
Zampe e ditagrigio scurocarnicinecarnicinecarnicine
Unghienerecarnicine-grigiecarnicinecarnicine

Sperando che questo chiarimento sia d’aiuto a tutti i colleghi allevatori della medesima specie e ai semplici simpatizzanti di essa, resto disponibile per ulteriori chiarimenti e confronti.

Mariano Piscopo proprietario e gestore di “Allevamento Nymphicus”

Il sessaggio molecolare, tutto ciò che devi sapere!

Cos’è il sessaggio molecolare? 

Il sessaggio molecolare consente di determinare il genere (maschio o femmina) di un soggetto attraverso l’estrazione e l’analisi del suo DNA. Questa tipologia di test è particolarmente utile in campo ornitologico in quanto permette di pianificare accuratamente e precocemente gli accoppiamenti, l’assortimento delle coppie, la vendita e lo scambio di soggetti. È efficace anche in quelle specie che non presentano differenze morfologiche o di comportamento fino ad una determinata età o addirittura per tutta la vita. Inoltre l’osservazione del comportamento può essere falsata da diversi fattori come: comportamenti anomali, cicli di luce che non garantiscono il raggiungimento dei corretti livelli ormonali o poco tempo a disposizione per l’osservazione dei soggetti. Il sessaggio molecolare è invece contraddistinto da una elevata affidabilità (99%) in quanto nel DNA è conservata l’informazione genetica. 

Il sessaggio può essere effettuato in modo certo solo tramite DNA? 

No, in alternativa è possibile effettuare il sessaggio endoscopico. Si tratta di un piccolo intervento chirurgico che deve essere eseguito esclusivamente da un veterinario aviario esperto, sotto anestesia. Grazie ad un piccolo taglio effettuato sul fianco del soggetto e all’inserimento di una sonda il veterinario può vedere direttamente gli organi riproduttivi del soggetto e comprenderne il sesso.  

Quali sono i vantaggi del sessaggio molecolare rispetto all’endoscopico? 

Il sessaggio tramite DNA è una metodologia non invasiva e poco traumatica per i soggetti. Gli animali non sono infatti sottoposti a stress legato a spostamento, operazione, recupero post operatorio, cicli di antibiotici, ecc. Inoltre può essere eseguita su soggetti molto giovani. Questa tipologia di analisi risulta essere poco impegnativa anche per i proprietari poiché è sufficiente prelevare alcune penne dal soggetto, inserirle in una bustina trasparente riportante specie e identificativo del soggetto e inviare il tutto al laboratorio di analisi. Tuttavia tramite il sessaggio molecolare non è possibile valutare lo stato degli organi riproduttivi ed eventuali patologie presenti.   

Su quali tipologie di campioni può essere effettuato il sessaggio molecolare? 

Casella di testoMacintosh HD:Users:paola:Desktop:IMMAGINE ARTICOLO 1.pngIl sessaggio può essere effettuato estraendo il DNA dal calamo delle penne (la parte a contatto con la pelle del soggetto) che dovrà quindi essere di almeno 3/4 millimetri e non dovrà essere tagliato o spezzato ma staccato direttamente dal soggetto. Inoltre le penne raccolte dal fondo della gabbia non sono idonee in quanto hanno perso gran parte del DNA e possono essere state contaminate col DNA di altri soggetti. 

In alternativa il DNA può essere estratto da un campione di sangue: consigliamo di recarsi da un veterinario, in quanto questo tipo di procedura è abbastanza delicata da richiedere l’esecuzione da parte di una persona esperta per evitare traumi.  

Infine è possibile estrarre il DNA anche dalla membrana dell’uovo che dovrà essere accuratamente separata dal guscio, sul quale è presente il DNA della madre, possibile fonte di contaminazione. 

A partire da quale età è possibile eseguire il sessaggio molecolare? 

L’analisi su uovo o sangue può essere effettuata fin dalla nascita mentre quella da piuma può essere effettuata dal momento in cui spuntano le prime penne in crescita. Quest’ultime, anche se più piccole, sono ricche di sangue e di cellule e di conseguenza di DNA perciò idonee per l’analisi. 

Quanti giorni sono necessari per le analisi? 

Il processo di estrazione del DNA, amplificazione, interpretazione del risultato e i relativi accertamenti  possono richiedere generalmente dai 3 ai 5 giorni lavorativi.  

Servono particolari strumentazioni per il campionamento delle penne?  

Per il campionamento non sono necessarie particolari strumentazioni: le penne possono essere prelevate e inserite in una bustina di plastica trasparente (ad esempio i sacchetti utilizzati per i surgelati). In questa fase si richiede la massima attenzione: su ogni bustina si deve riportare l’identificativo univoco del soggetto e tra un prelievo e l’altro è opportuno lavarsi le mani per evitare contaminazioni.  

Le analisi possono essere effettuate su tutte le specie? 

Macintosh HD:Users:paola:Desktop:Selezionate Fiera:gel personata.pngSì, ma specie differenti richiedono diverse metodologie e diverse interpretazioni del risultato, per questo motivo è importante che il proprietario dichiari correttamente la specie del soggetto.  

Casella di testoI laboratori di analisi sono in possesso di alcuni database contenenti le sequenze di DNA maschile e femminile delle specie già analizzate. Nel caso in cui il soggetto da sottoporre ad analisi appartenga ad una specie mai analizzata, è sufficiente inviare alcune penne di soggetti di sesso maschile e femminile certi (ad esempio i genitori) con i quali confrontare il risultato del soggetto di genere ignoto. 

Ci sono altre analisi che possono essere effettuate con il test del DNA? 

In campo aviario, altre tipologie di analisi permettono di rintracciare la presenza di DNA di alcuni batteri o virus. Tra i test più comuni ricordiamo quelli Polyomavirus (APV), Circovirus (BFDV) e Chlamydia. Grazie a questi test è possibile individuare anche i portatori sani, quei soggetti che non mostrano sintomi evidenti ma che possono fungere da tramite per altri soggetti più sensibili. In caso di risultato positivo è consigliabile porre il soggetto in quarantena e rivolgersi ad un veterinario.  

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