L’importanza di partecipare alle esposizioni ornitologiche con spirito sportivo

Rivolgo questo scritto a tutti i giovani allevatori che si stanno avvicinando al nostro hobby, in quanto i veterani già sapranno come comportarsi e molti ahimè non lo fanno con lo spirito che vi descriverò in questo articolo, fortunatamente tanti altri sì ed è da quelli che dovrete prendere esempio. 

Partecipare ad una “mostra ornitologica” è come partecipare ad un concorso di bellezza solo che a valutare e decidere questa bellezza non è chiamata una intera giuria ma ci saranno al massimo uno o due giudici che giudicheranno il o i vostri soggetti attenendosi a dei criteri di giudizio stabiliti e dettati da uno standard scritto e preciso per ogni razza. 

Questi giudici fanno un corso, anche faticoso, (io feci solo la teoria e dovetti abbandonare per motivi personali e per questo posso garantirvi che è duro e non è per sentito dire) per arrivare ad avere un tesserino nel quale è scritto “Giudice FOI” o di altra federazione, l’allevatore prima di diventare giudice è chiamato a superare esami sia teorici che pratici per essere abilitato dalla sua federazione a “giudicare” e tutto ciò rende il suo giudizio insindacabile. 

Quando esponete i vostri soggetti voi non siete i soli partecipanti ma concorrerete insieme a molti altri, quindi ricordatelo non siete i soli a concorrere per la vittoria, partiamo quindi con il rispetto per l’avversario. 

Ma chi è prima di tutto l’avversario? 

L’avversario nel nostro caso è un altro allevatore che fa gli stessi nostri sacrifici, paga come noi per partecipare alle mostre ornitologiche, si fa i nostri stessi chilometri per parteciparvi e anche se noi siamo i campioni del mondo ed lui è l’ultimo arrivato, magari quell’anno per fortuna, per caso o per bravura questo allevatore, meno noto, riesce a fare un risultato superiore  al nostro e ci batte, ecco ragazzi, invece che inveire contro i giudici per un giudizio secondo voi sbagliato dovete soltanto fare i complimenti a chi riesce a battervi, perché anche se a nostro modo di vedere il giudizio è stato sbagliato, se ne può discutere in maniera pacifica senza far rumore, così da non alimentare le fatidiche voci nei corridoi delle mostre, perchè alla fine stiamo parlando di mostre di canarini, non di diamanti, ed questa è la sportività che si deve avere in un hobby. 

Purtroppo tanti allevatori bravi, e ancor più grave meno bravi, non tollerano le sconfitte e iniziano a insultare i giudici, ignorando completamente che questo servizio è gratuito e che questi signori lasciano le famiglie per giudicare dei canarini e giudicano quello che vedono. Se per esempio il “vostro campione” a casa si mostra benissimo, può darsi che in quei 3 minuti di giudizio si comporti male, magari restando sul fondo, mostrandosi irrequieto, un canarino si deve mostrare calmo e ben adattato alla gabbia ed essere pulito, è la prima regola da tenere presente, quindi anche se bellissimo ma in “quei 3 minuti” non si mostra come dovrebbe la colpa non è assolutamente del giudice, può darsi che appena ritorna sulla cavalla riappaia il più bello del mondo, ma non lo è stato in fase di giudizio, quindi purtroppo ha perso la sua occasione ed giudicarlo dopo non è più possibile. 

Quindi tenete ben presente la fase di giudizio dura molto poco e quindi non solo serve che il vostro soggetto sia tipico e bello ma che sia anche bravo a farsi osservare per quello che è, questo serve a fare un campione. 

Se quel giudice ne ha davanti uno meno bello, ma comunque bello, in una caratteristica ma molto più adattato alla gabbia magari premierà anche questa parte del lavoro dell’allevatore, e magari gli stessi canarini giudicati dopo un’ora, cambiando atteggiamento avrebbero punteggi diversi nel bene e nel male. 

Quindi partecipate sereni, certo con l’ambizione di vincere, ma accettate il giudizio dei giudici senza creare discussioni inutili nei corridoi delle mostre e soprattutto sui social, basta tener presente che si devono mostrare al giudice in 3 minuti e a volte non lo fanno, magari alla mostra dopo sì e cambia il giudizio. 

Esiste il ricorso, come esistono i giudici in malafede (pochissimi) quindi chi pensa di essere stato palesemente danneggiato può fare delle foto e utilizzare questo mezzo, in silenzio e senza dire niente a nessuno, e se avete ragione la federazione vi assicuro che prenderà i dovuti provvedimenti disciplinari per chi ha sbagliato palesemente. 

Il chiacchiericcio non serve a nulla e non serve a nessuno, soprattutto in questo momento delicato per l’ornitologia italiana. 

Bisogna saper perdere, anche nel calcio a volte si perdono partite per errori palesi dell’arbitro, ma si perdono e basta, e l’arbitro verrà ammonito, ma non si ripete la partita, quindi, non serve a nulla protestare. 

La sportività si sta perdendo sempre di più perché si devono “vendere i canarini”, anche io li vendo non li mangio, ma gareggiare non significa sempre primeggiare, significa anche essere umili e accettare le sconfitte anche dolose reagendo sempre con signorilità. 

Pullì Domenico (Dodò)