Come anticipato, intraprendo la trattazione della “selezione genetica” parlando del canarino ALL BLACK, sottolineando come la selezione, nella Canaricoltura di Colore, sia una costante scoperta. Essendo partiti da quattro tipi base, attraverso gli anni si sono verificati parecchie mutazioni, o più semplicemente, diversi fenotipi a cui sono stati associati degli standard di eccellenza, per cui abilitati ai concorsi espositivi.
Con la manifestazione dell’ALL BLACK, tuttavia, è incominciata una nuova evoluzione, come fosse una nuova era. Anche se è collocabile tra gli ultimi fenotipi raggiunti, esso ha un potere stravolgente che andrò a valutare man mano che mi addentro nella trattazione. Come anticipato, non sono specializzato in genetica, ma la pratica della Canaricoltura di selezione comporta l’attenzione verso le manifestazioni esteriori che sono la rappresentazione eloquente del latente genotipo. Di interessante, con l’ALL BLACK, oltre alla bellezza che è la strada per ottenere il tanto ricercato Canarino Tutto Nero, si è sperimentato come sussista un ulteriore comportamento genetico che è determinato dai “fattori di incremento”. È una conquista, una sorprendente nuova conquista, perché dimostra come i processi di produzione delle melanine non siano effetti controllabili, o meglio lo controlliamo se vogliamo restare dentro dei costrutti, definiti dalle linee degli “standard”.
È possibile stabilire come il processo della produzione delle melanine sia la risultanza di due componenti: una produzione quantitativa, collegabile ad una qualitativa. Va da sé intuire che per quest’ultima ci si può dedicare alla selezione della migliore purezza delle melanine, ed essendone due, nello specifico si parlerebbe di eumelanine, nera e marrone. Per ottenere il miglior risultato di rifrazione lucida è preferibile tentare di selezionare la eumelanina nera in purezza, evitando interferenze ottiche con la marrone che, di contro produce un maggiore assorbimento della luce, per cui un effetto opaco. Ma, l’esperienza ci suggerisce che per arrivare, almeno in uno step iniziale, al Canarino Tutto Nero è consigliabile seguire la selezione quantitativa di entrambe le melanine, così da forzarne la distribuzione e la profondità del colore, andando ad estendere la distribuzione sulle aree più ampie possibili del mantello. La prima deduzione sulla possibilità di estendere la distribuzione su aree più estese ci balenò dall’analisi attenta dei mosaici che hanno, come caratteristica, delle zone di elezione privilegiate per il lipocromo. Il fatto che tali aree venissero coperte dalle melanine ha già dimostrato che è possibile andare oltre, soprattutto perché si è capito che le melanine si localizzano sulla parte superiore della piuma, e da qui si è ottenuto sempre di più, andando a privilegiare quegli esemplari che palesavano suddetta prelazione. Quindi, non tutti gli esemplari sono predisposti a tale raggiungimento, e questa considerazione ha fatto intuire che con tale selezione mirata si andassero ad isolare dei geni che favoriscono il processo di maggiore melanizzazione. Parliamo appunto di “fattori di incremento”.
Grazie per l’attenzione
Alex Montanaro





